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“La ricerca scientifica al servizio della comunità locale”: prosegue l’esperienza del progetto “Territorio e salute” spiegato dal dottor Giuseppe Berton

Il progetto “Territorio e salute” presentato dal dottor Giuseppe Berton, medico cardiologo, nonché presidente e fondatore del gruppo di ricerca ABC (Adria, Bassano, Conegliano and Padova Hospitals) Study on heart disease Association-Foundation-Onlus, con sede all’ospedale De Gironcoli di Conegliano, è attualmente alle sue fasi iniziali.

Come il dottor Berton aveva già avuto modo di spiegare, si tratta di un’attività di monitoraggio di una serie di pazienti, colti in passato da infarto e sottoposti a un periodo di monitoraggio che dura da 24 anni.

Nello specifico, i pazienti hanno inizialmente affrontato un periodo di ricovero in terapia intensiva coronarica, per poi essere sottoposti a un’attività di monitoraggio clinico nel tempo.

Nell’ambito di questa progettualità, vengono studiate decine e decine di variabili, ovvero tutta una serie di fattori clinici dei pazienti. I principali riguardano, oltre alle caratteristiche cliniche, gli eventi cardiovascolari maggiori che si sono sviluppati nel lungo tempo ed il trattamento terapeutico.

Una cosa più che rilevante, sottolinea il dottor Berton, è che esaminare i dati sul lungo periodo può dare informazioni cliniche e terapeutiche forse nuove e di utilità pratica, rispetto alla maggior parte degli studi scientifici usualmente conosciuti, che si basano su osservazioni su periodi relativamente brevi, spesso non oltre 1-3 anni.

Secondo quanto evidenziato dal medico, analizzare questi fattori in diverse aree del Veneto (nel nostro caso 6 aree situate nell’area della provincia di TrevisoVicenza e Rovigo, divise tra aree urbane e rurali), potrebbe permettere di cogliere eventuali differenze territoriali tra i pazienti: questo è lo scopo principale del progetto. Inoltre, riuscire a cogliere queste differenze permetterebbe di avviare apposite misure di prevenzione.

Qualche esempio relativo ai dati del progetto?

Esempi preliminari di queste differenze territoriali, riferisce il dottor Berton, possono iniziare con l’età in cui un paziente è colpito da infarto. La cosa interessante è che l’età media di questi pazienti cambia a seconda delle zone e questo rappresenta un fattore da indagare.

Un altro esempio è il “tempo precoronarico”, ovvero il tempo che intercorre tra l’emergere dei sintomi fino all’ingresso in ospedale: anche in questo caso è emerso che il tempo muta a seconda dell’ospedale a cui il paziente fa riferimento. Questo metodo di indagine scientifica verrà via via esteso a numerose altre variabili cliniche che possono essere di grande rilevanza, come le ricadute di infarto, la comparsa di ictus, di neoplasie maligne e la mortalità

Attualmente, più di mezzo migliaio di persone sono oggetto di studio, e alcuni risultati sono già stati presentati in occasione di un importante convegno internazionale di Cardiologia a Chicago, alla fine dello scorso anno.

Nello specifico, lo studente di Medicina David Merotto, fellow della Fondazione, ha riferito che al convegno è stato presentato un lavoro che indaga la correlazione tra i livelli di albuminuria e il rischio di mortalità a lungo termine, il legame tra lo scompenso cardiaco e il rischio di tumori, assieme al diverso rischio di sviluppare il tumore in 6 aree geografiche del Veneto. 

“Speriamo che questo progetto possa essere significativo e utile – ha affermato il dottor Berton – La nostra ricerca scientifica è al servizio del territorio e della comunità locale. Per realizzare questo progetto la Fondazione ha bisogno di sostegno istituzionale, economico e comunicativo. L’aiuto è molto importante per noi”.

La Fondazione ha anche messo a disposizione di tutta la cittadinanza un nuovo sito web, (https://www.abcstudy.foundation/), dove vengono mostrate le proprie attività, che hanno esclusivamente carattere di ricerca scientifica indipendente e filantropica, e i contatti per chi desidera sostenerla con donazioni o altre forme.

“Lo scopo più importante del nuovo progetto è quello di contribuire alla tutela del nostro territorio e della salute dei cittadini, nonchè favorire la prevenzione”, ha concluso dottor Giuseppe Berton, responsabile del progetto.

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